Popsophia cambia palco e fa il pieno: l’Auditorium Scavolini applaude Bob Dylan

Popsophia conquista l’Auditorium Scavolini e raddoppia il pubblico dell’estate. La pioggia non ferma la seconda giornata del festival a Pesaro e il primo Philoshow nella nuova sede autunnale si trasforma in una serata di grande partecipazione e calore. Un pubblico numeroso, coinvolto e attento ha accompagnato il viaggio nella vita e nella musica di Bob Dylan, protagonista del primo dei philoshow, in una coincidenza particolarmente suggestiva con la presenza del cantautore americano in Italia proprio in questi giorni per le tappe del suo tour.

Un artista monumentale raccontato in un luogo altrettanto significativo per la città. Sul palco Lucrezia Ercoli ha guidato il pubblico dentro le contraddizioni e le metamorfosi di un artista che da oltre sessant’anni continua a sfuggire a ogni tentativo di definizione.

La direttrice artistica Lucrezia Ercoli, accompagnata da Mister Fantasy Carlo Massarini ha ripercorso le tappe di una carriera che ha rivoluzionato il linguaggio della canzone, fino al Nobel per la Letteratura, riconoscimento assegnato non per aver semplicemente trasferito la cultura alta nella musica popolare, ma per aver inventato un nuovo stile espressivo. «Bob Dylan continua a reinventarsi, anche oggi, non vuole ripetersi e compiacere il pubblico – ha spiegato Ercoli – continua a negare la possibilità di fermare e immortalare l’attimo, rivendicando la metamorfosi come condizione dell’artista. Le sue canzoni parlano di indifferenza, crudeltà umana, dignità, vita e pace. E le risposte, dopo sessant’anni, continuano a soffiare nel vento».

Sul palco la Factory ha interpretato alcuni brani iconici dell’artista, da The Times They Are A-Changin a Blowing in the wind col suo misticismo che parla a tutti, atei e credenti, e poi ancora Masters of war, Mr. Tambourine Man. A ripercorrere la vita e la parabola musicale di Dylan, dal folk al rock fino al Nobel il critico Carlo Massarini che ha esplorato l’universo Dylaniano alla luce delle “moltitudini” dell’artista, le suggestioni del tempo, le relazioni da quella con Joan Baez all’amicizia con Patti Smith.

A sottolineare il significato del debutto all’Auditorium è stato il sindaco Andrea Biancani, che ha ricordato i timori iniziali legati alla nuova edizione autunnale e alla scelta di una location diversa dalla tradizionale piazza. «Vedere l’Auditorium così pieno, nonostante la pioggia, è un grandissimo risultato. Siamo molto soddisfatti anche perché chi lavora a questo spettacolo sono professionisti del nostro territorio. Spesso si punta su produzioni che arrivano da chissà dove quando abbiamo in casa professionalità in grando di coinvolgere e riempire l’Auditorium».

La seconda giornata si era aperta nel pomeriggio al Centro Arti Visive Pescheria con una riflessione su uno dei contrasti più urgenti del presente: quello tra reale e virtuale, tra la vita in presenza e quella che si materializza negli spazi digitali.  

Il primo contrasto Reale/virtuale è stato affrontato da Eleonora Caruso, che ha attraversato la storia delle identità e dei luoghi digitali agli albori di Internet, dai primi personal computer alle community, dalle homepage personali ai social network e ai fandom. Un viaggio nella memoria tecnologica collettiva, tra Windows 95, il rumore della memoria Ram e gli sfondi di Windows XP, per mostrare quanto siano cambiate le nostre modalità di abitare la rete. Simone Regazzoni ha spiegato invece come la filosofia non possa essere sconnessa dal corpo e come la filosofia nasca, anzi, proprio dagli incontri inattesi. A completare il percorso è stato Giacomo Fronzi, che attraverso il film Matrix ha riportato al centro le domande sulla realtà e sulla verità. Che cosa è reale? Che cosa è vero? E quanto siamo disposti a sacrificare della verità in cambio della rassicurazione di una rappresentazione rassicurante  

Popsophia si prepara ora all’ultimo appuntamento della rassegna pesarese. Nel pomeriggio il contrasto fra Amore/Odio con Carola Bandinelli e Bruno Mastroianni. Stasera il festival chiude con un nuovo Philoshow dedicato a Freddie Mercury: un altro viaggio nella musica pop e nelle sue figure capaci di attraversare epoche e generazioni, per salutare il pubblico al termine di questa edizione autunnale.