Popsophia chiude in piedi con Freddie Mercury: l’Auditorium Scavolini diventa un’arena rock

Una standing ovation sulle note di «Barcelona», poi l’intero Auditorium Scavolini in piedi, trasformato in un’arena rock sulle note di «We Will Rock You». È l’immagine che consegna alla memoria la serata conclusiva di Popsophia e della sua prima edizione autunnale. Un finale travolgente, epico, una delle serate più riuscite in un decennio di festival a Pesaro che ha suggellato tre giorni di festival e una scommessa vinta: destagionalizzare l’appuntamento, raddoppiandolo con un’edizione anche a novembre.

L’ultimo appuntamento di Contrasti ha avuto il volto e la voce di Freddie Mercury come contraltare di Bob Dylan protagonista, per Contrasto, appunto, della serata del venerdì. Con il nuovo philoshow «Somebody to love. Filosofia di Freddie Mercury», la direttrice artistica Lucrezia Ercoli, affiancata sul palco da Carlo Massarini, ha attraversato l’universo dei Queen, ricostruendone non soltanto la storia musicale, ma soprattutto l’estetica, la teatralità e il rapporto viscerale con il pubblico. Un racconto costruito intrecciando filosofia, immagini d’archivio, provocazioni e musica eseguita dal vivo dalla Factory, chiamata a misurarsi con brani di straordinaria intensità e complessità.

Dalla teatralità del glam rock all’estetica camp, dall’opulenza barocca alla contaminazione tra rock, opera lirica, musical e pop, il viaggio ha attraversato le molte identità della band britannica. «I Want to Break Free», «Bohemian Rhapsody», «The Show Must Go On», hanno scandito un racconto in cui le canzoni non sono state semplicemente eseguite, ma rilette come manifestazioni di un immaginario culturale e di una libertà espressiva senza compromessi.

A regalare uno dei momenti più intensi è stata Ludovica Gasparri, della Factory, straordinaria nell’interpretazione di Montserrat Caballé. La sua voce ha restituito la potenza e la solennità dell’incontro artistico con Mercury, fino a far venire i brividi alla platea. Quando sono risuonate le note di «Barcelona», il pubblico si è alzato in piedi in una standing ovation che ha trasformato il teatro in un grande coro collettivo. Poco dopo, sulle immagini del volto di Freddie Mercury, la musica aveva lasciato spazio anche alla commozione: un momento di intensa partecipazione, in cui la presenza dell’artista, scomparso nel 1991, è tornata a farsi sentire attraverso la forza delle sue interpretazioni.

Sul palco, insieme a Lucrezia Ercoli, Carlo Massarini ha accompagnato il pubblico con aneddoti, racconti e ironia, facendo da contrappunto al percorso filosofico e musicale. Il suo talento di narratore e mattatore, unito alla capacità di Ercoli di dare profondità e sostanza culturale al racconto pop, ha dato ritmo a uno spettacolo in cui pensiero e intrattenimento si sono alimentati a vicenda. Fuori dal palco, intanto, la festa contagiava anche la prima fila, con il sindaco Andrea Biancani che si è lasciato trascinare dal ritmo ballando insieme ai pesaresi e agli spettatori arrivati da fuori città.

Un finale che è anche la fotografia del bilancio di questa prima edizione autunnale. La scommessa di spostare Popsophia a novembre e di sperimentare una nuova formula ha trovato una risposta ben oltre le aspettative, con oltre 1.500 presenze e prenotazioni all’Auditorium Scavolini provenienti da diverse regioni italiane, da Milano a Napoli. E poi tante prenotazioni anche per la mostra immersiva a Palazzo Gradari tempio dei visori VR e della galleria MeGa. Ma anche i pomeriggi, al Centro Arti visive Pescheria, nonostante il maltempo, hanno registrato presenze e tutto esaurito con i relatori chiamati a confrontarsi con le contrapposizioni tematiche tra possibile/impossibile, reale/virtuale, amore/odio.

«La scommessa di un’edizione autunnale è stata premiata da un’incredibile partecipazione di pubblico, arrivato a Pesaro da tutta Italia – sottolinea la direttrice artistica Lucrezia Ercoli –. Le prenotazioni confermano la capacità di Popsophia di attrarre spettatori anche al di fuori del territorio regionale. Ma questa edizione ha avuto anche un altro valore importante: ci ha permesso di consolidare il rapporto con le scuole pesaresi, che durante il festival estivo sono chiuse e che invece in autunno hanno potuto partecipare attivamente agli appuntamenti. È un risultato che ci incoraggia a proseguire su questa strada, sperimentando nuove formule e nuovi tempi per il festival. Ora lo sguardo è già rivolto all’estate: ripartiremo proprio dall’identità culturale di Pesaro, mettendola in dialogo con un anniversario letterario di respiro internazionale. Perché Popsophia vuole continuare a essere un festival capace di parlare alla città, ma anche di portare la città dentro una dimensione culturale più ampia».

Una scommessa culturale che si intreccia con la scelta dell’amministrazione comunale di investire sulla città come destinazione culturale anche fuori dalla stagione estiva. «La città ha voluto continuare a investire sulla cultura. Popsophia è un progetto costruito sul nostro territorio, pensato appositamente per queste serate, ma rappresenta anche un’opportunità per tanti professionisti locali: molti degli artisti coinvolti sono marchigiani – afferma il sindaco Andrea Biancani –. Abbiamo voluto allargare il festival anche all’autunno, per portare persone a Pesaro non soltanto durante la stagione estiva. Era una scommessa, perché raggiungere 1.500 presenze a novembre non era affatto scontato. Non so se questo Auditorium sia mai stato così pieno. E c’è un altro aspetto importante: tutti gli appuntamenti sono gratuiti, una scelta che non è affatto scontata. Questo matrimonio con Popsophia proseguirà, perché siamo davvero molto contenti dei risultati»».

A sottolineare il valore della nuova formula è anche il vicesindaco e assessore alla Cultura Daniele Vimini: «È stata una grande emozione avere Massarini a Pesaro e siamo felici di questo esperimento riuscito, con un nuovo format e una nuova collocazione autunnale. Un grazie al pubblico, che ha contribuito a far crescere Popsophia, un festival cresciuto insieme alla città e capace di mantenere sempre i piedi nel contemporaneo. Quello che accade a Popsophia accade soltanto a Popsophia: le produzioni che vediamo sono originali, hanno una loro identità e una precisa unicità. Il connubio con Pesaro è sempre più solido e questa edizione ne è un’ulteriore conferma».