Like a Rolling Stone. Le parole di Bob Dylan

Il philoshow dedicato a Bob Dylan porta sul palco dell’Auditorium Scavolini una delle figure più sfuggenti e controverse della storia della musica. Un artista che ha fatto della parola, della trasformazione e del rifiuto di ogni definizione la propria cifra. Nel contrasto con l’universo spettacolare e teatrale di Freddie Mercury che sarà protagonista della serata di sabato Dylan rappresenta l’altra faccia della musica: quella della sottrazione, della voce ruvida, della poesia, della ricerca e dell’enigma.

Da Blowin’ in the Wind a Like a Rolling Stone, da The Times They Are A-Changin’ a Knockin’ on Heaven’s Door, le canzoni di Dylan diventano materia per una riflessione filosofica sulla parola e sulla sua capacità di raccontare il mondo, attraversarlo e cambiarne il significato. La sua traiettoria, dal folk alla consacrazione con il Premio Nobel per la Letteratura, è quella di un artista che ha continuamente attraversato i confini tra musica e poesia, tradizione e innovazione, identità e trasformazione.

Il palco diventa così il luogo di un contrasto: la parola contro lo spettacolo, l’introspezione contro l’esibizione, fino addirittura a non partecipare alla cerimonia di consegna del Nobel nella sottrazione della propria immagine pubblica.

A guidare questo viaggio nella musica e nella filosofia di Dylan sarà Carlo Massarini, giornalista musicale insieme alla direttrice artistica Lucrezia Ercoli. Le esecuzioni dal vivo della Factory, le immagini e i video curati dalla regia di Riccardo Minnucci costruiranno un racconto tra parole, musica e filosofia.

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