Il philoshow dedicato a Bob Dylan porta sul palco dell’Auditorium Scavolini una delle figure più sfuggenti e controverse della storia della musica. Un artista che ha fatto della parola, della trasformazione e del rifiuto di ogni definizione la propria cifra. Nel contrasto con l’universo spettacolare e teatrale di Freddie Mercury che sarà protagonista della serata di sabato Dylan rappresenta l’altra faccia della musica: quella della sottrazione, della voce ruvida, della poesia, della ricerca e dell’enigma.

Da Blowin’ in the Wind a Like a Rolling Stone, da The Times They Are A-Changin’ a Knockin’ on Heaven’s Door, le canzoni di Dylan diventano materia per una riflessione filosofica sulla parola e sulla sua capacità di raccontare il mondo, attraversarlo e cambiarne il significato. La sua traiettoria, dal folk alla consacrazione con il Premio Nobel per la Letteratura, è quella di un artista che ha continuamente attraversato i confini tra musica e poesia, tradizione e innovazione, identità e trasformazione.

Il palco diventa così il luogo di un contrasto: la parola contro lo spettacolo, l’introspezione contro l’esibizione, fino addirittura a non partecipare alla cerimonia di consegna del Nobel nella sottrazione della propria immagine pubblica.

A guidare questo viaggio nella musica e nella filosofia di Dylan sarà Carlo Massarini, giornalista musicale insieme alla direttrice artistica Lucrezia Ercoli. Le esecuzioni dal vivo della Factory, le immagini e i video curati dalla regia di Riccardo Minnucci costruiranno un racconto tra parole, musica e filosofia.
| Il philoshow è a ingresso gratuito ma con prenotazione. La data di apertura delle prenotazioni sarà comunicata nei prossimi giorni. Tutti gli incontri hanno valore di aggiornamento per gli insegnanti (DDG 186 del 25 febbraio 2022). |
