Lo spettacolo del corpo. La filosofia di Freddie Mercury

Se Bob Dylan ha fatto della parola il centro della propria rivoluzione musicale, Freddie Mercury ha messo avanti il corpo come cifra della propria arte. È questa la polarità da cui prende le mosse il secondo philoshow di Popsophia dedicato al tema “Contrasti”: un viaggio nella musica dei Queen attraverso la presenza scenica, il gesto, l’eccesso e la capacità di trasformare il concerto in un’esperienza teatrale e collettiva.

Lucrezia Ercoli

Da I Want to Break Free a Somebody to Love, da Bohemian Rhapsody a Who Wants to Live Forever, fino a The Show Must Go On, il repertorio dei Queen diventa una lente per interrogare il rapporto tra identità e rappresentazione, libertà e maschera, individuo e personaggio.

Carlo Massarini

Freddie Mercury è il corpo che irrompe sulla scena: sfrontato, teatrale, barocco, ironico, eccessivo. Se Dylan sembra sottrarsi allo sguardo del pubblico, Mercury lo cattura e lo domina; se il primo affida alla parola la possibilità di aprire interrogativi, il secondo fa del gesto e della performance una forma di pensiero. Due modi opposti di abitare il palco che, proprio nel loro contrasto, finiscono per illuminarsi reciprocamente.

Accanto a Lucrezia Ercoli sarà ancora Carlo Massarini ad accompagnare il pubblico dentro il mito dei Queen, tra racconti e videoclip d’epoca con la regia e le immagini di Riccardo Minnucci e Federico Cesaroni. La Factory eseguirà dal vivo i brani che hanno costruito l’immaginario della band, da Radio Ga Ga ad A Kind of Magic, da Barcelona a The Show Must Go On.

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