Vasco Rossi rilancia Popsophia su Instagram: il philoshow “Anima fragile” conquista anche il Blasco

Vasco Rossi, quello vero, rilancia Popsophia. Sorpresa alla fine del festival di Ancona: il philoshow “Anima fragile” dedicato al Blasco nazionale ha varcato i confini delle Muse: lo stesso Vasco Rossi infatti ha condiviso la serata nelle sue storie Instagram, raggiungendo milioni di follower.

Vasco ha scelto alcuni momenti dello spettacolo: uno, particolarmente commovente, è quello con protagonista il giornalista Leo Turrini che ricorda la genesi del nome del cantautore: Vasco infatti deve il suo nome alla riconoscenza che il padre dell’artista tributò ad un prigioniero come lui, internato militare in un campo di concentramento, che gli salvò la vita. Una vicenda sulle origini che ha commosso l’altra sera la platea e che ha evidentemente toccato anche l’artista.

Il secondo estratto selezionato da Vasco riguarda invece l’intervento della direttrice artistica del festival, la filosofa Lucrezia Ercoli sulla malinconia delle sue canzoni: La melancholia di Vasco – dice Ercoli nel passaggio – è la capacità di “Vivere anche se sei morto dentro”, di attraversare la fragilità senza negarla” raccordando poi i versi di “Dannate nuvole” al Così parlò Zarathustra di Nietzsche.

“Chiudere il festival con questo regalo che ci ha fatto Vasco Rossi è una gioia immensa – il commento di Lucrezia Ercoli –  per qualche ora Popsophia è entrata nel mondo di milioni di persone che forse non avevano mai sentito parlare di filosofia accostandola al mondo della musica pop. È successo perché la musica di Vasco è già filosofia, lo diciamo da anni e per noi è la conferma più bella che potessimo ricevere alla fine di tre giorni già straordinari: la cultura pop e la filosofia non sono mondi separati. Non lo sono mai stati. Vasco ce lo ha appena ricordato”.

La circostanza è stata anche l’occasione per tracciare un bilancio di queste giornate ad Ancona che si sono concluse ieri con un omaggio a Mina e Ornella Vanoni:

Quando abbiamo scelto la malinconia come tema di questa edizione, sapevamo di stare scommettendo su un’idea umbratile e difficile, ma volevamo misurarci con la complessità – prosegue Lucrezia Ercoli – Ancona ha saputo dimostrare di saper accogliere anche temi scomodi, che non ci danno soluzioni o risposte, ma semmai amplificano le domande. Le presenze di questa edizione ci raccontano qualcosa di importante: non solo i numeri che pure sono stati straordinari, con presenze arrivate da tutta Italia, in particolare dal Lazio, Lombardia, Emilia Romagna e da tutte le Marche, ma soprattutto la qualità di quella presenza. Le persone venivano per fermarsi, per pensare, per stare con un’idea difficile senza avere fretta di liberarsene. La sfida di portare un tema come la malinconia che dialoga con la cultura pop, era anche una scommessa sul linguaggio. Questo festival credo sia un acceleratore del pensiero e ormai a 15 anni dalla nascita di Popsophia abbiamo capito che il nostro pubblico è diventato una vera e propria comunità”.

L’attenzione di Vasco Rossi verso Popsophia è per noi motivo di grande orgoglio – ha aggiunto l’assessore alla Cultura del Comune di Ancona Marta Paraventi – Che uno degli artisti più amati d’Italia, che sarà proprio ad Ancona a giugno per due date attesissime, abbia scelto di condividere il Philoshow a lui dedicato è un segnale che va oltre il festival stesso: dice qualcosa di importante sulla direzione che sta prendendo la nostra città. Ancona è sempre più al centro del dibattito culturale e musicale nazionale, e la candidatura a Capitale della Cultura trova in momenti come questo una conferma concreta e visibile. Popsophia ha dimostrato ancora una volta di saper coniugare profondità dei temi e capacità di coinvolgere il grande pubblico. La scelta dei relatori è stata mirata e azzeccata, il Philoshow con Mina e Vanoni ha toccato corde autentiche, la partecipazione del pubblico con tre serate sold out, presenze da tutta Italia, racconta un festival vivo, partecipato, capace di creare vera comunità intorno alla cultura. Siamo inoltre orgogliosi di vedere Popsophia sempre più integrata con la politica culturale cittadina, con la Pinacoteca come cornice naturale di un festival che è ormai parte dell’identità di Ancona. È questo il modello che vogliamo continuare a costruire.