Si è conclusa la quattro giorni di “Passages”, l’evento con cui Popsophia ha presentato a Pesaro la nuova mostra immersiva della sua galleria virtuale MeGa – Meta Gallery, interamente dedicata al tema “La Soglia”. Una sperimentazione artistica e filosofica che ha visto la partecipazione di pubblico, ospiti istituzionali, accademici, musicisti e, in modo significativo, anche le scuole del territorio.

MeGa è la nuova frontiera di produzione artistica del festival. Nata come “costola” di Popsophia in questi anni si è configurata sempre di più in maniera autonoma, diventando anche il nome del collettivo artistico e della sua galleria virtuale: un’architettura del cyberspazio visitabile con visori VR dove indagare la relazione tra arte, pensiero e tecnologia. Una collaborazione tra filosofi contemporanei, artisti digitali e informatici che ha dato vita a uno spazio espositivo immersivo e interattivo che riscrive i confini dell’esperienza estetica.



E proprio Pesaro ha tenuto a battesimo questa nuova identità della galleria virtuale che segna il nuovo impegno di Popsophia nel provare ad applicare le tendenze del pensiero contemporaneo a format artistici e culturali. C’è già infatti una prossima tappa per la galleria virtuale e modulare: il progetto nel 2026 sarà presentato a Bologna con un nuovo appuntamento in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti e Open Project, proprio nei giorni di Arte Fiera.


Sulla natura innovativa di MeGa ha posto l’accento la direttrice artistica Lucrezia Ercoli nel corso dell’evento conclusivo delle quattro giornate espositive al Centro Arti visive Pescheria. «Come ormai quindici anni fa Popsophia fu pioniera nel trasformare la riflessione filosofica in produzione artistica, inventando nuovi linguaggi e un nuovo format, il philoshow, oggi con MeGa si apre un nuovo capitolo. La cultura contemporanea non può sottrarsi al confronto con l’intelligenza artificiale, l’immagine digitale e la realtà virtuale: era necessario che anche la filosofia si misurasse con questi linguaggi, creando uno spazio in cui il pensiero diventasse esperienza praticabile e immersiva».



MeGa, in questa visione, non è una parentesi del festival, ma una costola produttiva autonoma che inizia ora un viaggio più ampio: «Questa non è una mostra soltanto – ha aggiunto Ercoli – ma il primo passo di un percorso che porterà MeGa nei luoghi della produzione artistica nazionale ed estera, dentro istituzioni, accademie e contesti legati all’arte contemporanea e ai linguaggi sperimentali».


La tappa pesarese del resto ha confermato l’interesse per questa nuova realtà, avvalorata anche dall’apprezzamento e dall’entusiasmo degli studenti e le studentesse del liceo artistico Mengaroni che mercoledì mattina hanno visitato la galleria virtuale, sperimentando direttamente l’esperienza immersiva nella location del Centro Arti visive Pescheria. Tantissime le prenotazioni arrivate in questi giorni, con spettatori provenienti da tutta Italia.



Il finissage è stato dunque l’occasione per approfondire queste nuove sfide che torneranno nel 2026 con il festival a Pesaro. Popsophia infatti presenterà a breve il tema dell’edizione 2026 che si svolgerà a luglio. Alla serata conclusiva hanno preso parte anche il sindaco di Pesaro Andrea Biancani, che a sua volta nei giorni scorsi ha visitato la mostra, Serena Perugini, Dirigente del Liceo Artistico Mengaroni, Enrico Fornaroli, Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Bologna e Francesco Conserva, architetto e partner di Open Project, oltre a Evio Hermas Ercoli, Presidente di Popsophia che ha spiegato come «La visita alla mostra è una grande sinestesia e un viaggio iniziatico. È ancora un unicum nel suo genere, è un pensiero in mostra che viene vissuto». Per la chiusura la serata ha alternato contributi visivi, interventi critici e un accompagnamento musicale dal vivo del sassofonista Leonardo Rosselli che ha creato il panorama sonoro di MeGa.


Per la prima volta la mostra è stata ospitata in una location immersiva come quella del Centro Arti Visive Pescheria. Il sindaco di Pesaro Andrea Biancani ha voluto sottolineare proprio questo felice abbinamento: «Sono molto contento di essere qui – ha detto il primo cittadino – questo nuovo progetto di Popsophia ha avuto un risultato importantissimo, con tante partecipazioni. Quando un Comune fa degli eventi li fa certamente per i suoi cittadini, ma Popsophia ha anche la capacità di attrarre persone da fuori città. E questo è un valore aggiunto. Abbiamo voluto usare questo spazio, l’ex chiesa del Suffragio perché questo è un centro d’arte contemporanea e quello che fa Popsophia con MeGa è un’esperienza immersiva e molto tecnologica ed è certamente una riflessione necessaria sull’arte di oggi e dei suoi nuovi linguaggi. Popsophia è una vera eccellenza marchigiana: professionisti che con competenza e visione hanno saputo costruire un evento unico nel suo genere, oggi punto di riferimento nazionale».
Dell’approdo a Bologna di MeGa ha parlato anche Enrico Fornaroli, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Bologna: «Non vediamo l’ora di portare MeGa a Bologna – ha aggiunto Fornaroli – creare nuovi percorsi e lavorare con nuovi linguaggi è una missione che l’Accademia ha sempre avuto. Quello che possiamo fare con le nuove tecnologie è lavorare con le dimensioni tra reale e virtuale e trasformarlo in ricerca artistica. Misurarsi col nuovo è la sfida e avventura dei nostri tempi, il percorso che dobbiamo intraprendere».


