“Forever Young”, philoshow sull’adolescenza tra Harry Potter e Stranger things

L’adolescenza è il tempo dello specchio: l’età in cui cerchiamo la nostra immagine negli occhi degli altri, costruiamo la nostra identità tra desideri e paure, e scopriamo che diventare se stessi è un’avventura complessa quanto affascinante. È a questo passaggio decisivo della vita che Popsophia dedica “Forever Young”, il philoshow conclusivo del festival di Pesaro.

Assieme a Licia Troisi e Simone Regazzoni, accompagnati dalla musica della Factory, per la prima volta animata anche da un coro di voci bianche di bambini, Lucrezia Ercoli ha costruito uno spettacolo sulle grandi domande di quell’età di mezzo misteriosa e irripetibile.

Un philoshow filosofico musicale che da Harry Potter all’Attimo Fuggente, fino alla serie tv che ha sconvolto l’opinione pubblica, Adolescence, tirerà fuori le questioni irrisolte del corpo adolescente, fra amicizia e fragilità, paure e sogni. Ad accompagnare le riflessioni la musica della Factory che eseguirà dal vivo alcuni brani “generazionali”, dall’immancabile “Notte prima degli esami” di Antonello Venditti cult dei giorni dell’esame di maturità, per poi passare alla delicatezza di Sting (Fragile) e alla potenza simbolica di The Wall dei Pink Floyd, Ma anche Nirvana, Nick Cave e infine “Forever Young” come promessa e memoria di ciò che si è stati. Un racconto emozionante, che parla a tutti: perché nessuno attraversa l’adolescenza davvero indenne. E tutti, prima o poi, devono imparare a diventare grandi.