Lucrezia Ercoli, docente di Estetica all’Accademia di Belle Arti di Bologna e direttrice artistica di Popsophia, ha ricevuto sabato 19 settembre il “Premio Parmenide”, prestigioso riconoscimento assegnato dal Festival della Filosofia in Magna Grecia in collaborazione con il Centro Casa Severino di Brescia.

Il “Premio Parmenide”, con la direzione scientifica del prof. Massimo Donà dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, è attribuito a personalità che hanno saputo tenere vivo il dialogo tra il pensiero antico e le grandi questioni del presente. Il primo a riceverlo fu proprio il filosofo Emanuele Severino, che ha dedicato al pensatore di Elea il fondamentale saggio “Ritornare a Parmenide” (1964). E l’anno scorso è stato conferito al prof. Mauro Bonazzi, ordinario di Storia della filosofia antica all’Università di Bologna.

La cerimonia di premiazione 2026 si è svolta a Casa Severino, all’interno della sua biblioteca personale, che dopo la sua morte è diventata un vero e proprio centro studi diretto dalla figlia Anna. Nel ricevere il premio la professoressa Ercoli ha tenuto una lectio magistralis dal titolo Thaûma e Katastrophé. L’angosciante stupore e l’origine della filosofia. La conferenza ha preso le mosse dalla definizione di “thaûma” proposta proprio da Emanuele Severino: non la “meraviglia” nel significato italiano corrente, ma lo stupore attonito e angosciato dinanzi all’imprevedibilità del divenire, del dolore e della morte. Attraverso le letture severiniane di Eschilo e Leopardi, la lezione ha ricostruito l’evoluzione e la crisi del rimedio filosofico: se nella tragedia di Eschilo la conoscenza tenta di sottoporre l’angoscia al “giogo” della verità, in Leopardi la verità stessa mostra l’impossibilità della salvezza, lasciando alla poesia il compito estremo di mostrarsi “contenta dei deserti”. L’analisi è passata dallo “sterminator Vesevo” de La ginestra leopardiana alla katastrophé rappresentata dalla distruzione del terremoto, oggetto dell’ultimo libro di Ercoli “La terra trema. Filosofia della catastrofe”.



«Per me è un enorme onore ricevere il Premio Parmenide – ha dichiarato Ercoli – e ha un significato particolare riceverlo qui, a Casa Severino. Ricordo ancora la prima volta che ascoltai una conferenza di Emanuele Severino: avevo quindici anni e non sapevo ancora che cosa fosse la filosofia, eppure rimasi ipnotizzata dal suo carisma e dalla profondità del parlare. Era chiaramente percepibile che quella fosse la voce di uno dei grandi pensatori del Novecento. Solo più tardi, negli ultimi anni del liceo e poi all’università, iniziai a leggere le sue opere, trovandovi un contraltare radicale e potente alla storia della filosofia spesso aneddotica e appiattita dei percorsi scolastici. Ringrazio il Festival della Filosofia in Magna Grecia, realtà unica e preziosa, capace di portare il dialogo filosofico da Elea, dove nacque Parmenide, fino ad Atene, con migliaia di studenti da tutta Italia».
