Con “Lo specchio di Narciso”, abbiamo percorso un viaggio attraverso i secoli per raccontare un mito antico che ancora oggi interroga il nostro rapporto fra immagine e identità.
Il protagonista di queste giornate di incontri, dibattiti e spettacolo non è stato soltanto Narciso, ma anche lo specchio: una superficie ambigua, capace di mostrare e ingannare, di rivelare e deformare, di promettere conoscenza e trasformarsi invece in una prigione. Specchio che, nella contemporaneità, assume la forma del black mirror degli schermi digitali, dove l’immagine di sé viene continuamente esposta, condivisa, filtrata e messa in scena, alimentando il desiderio narcisistico di riconoscimento e approvazione e generando identità artificiali sempre più costruite.
Il mito di Narciso è stato così riletto come metafora della nostra epoca, attraversando temi come l’identità digitale, la rappresentazione del sé, la cultura degli influencer, il narcisismo collettivo e il confine sempre più incerto tra reale e artificiale. E alla fine di questo viaggio, abbiamo chiuso il Festival con una consapevolezza:
Proviamo a romperli gli specchi che vogliono chiuderci in un’immagine che non esiste; proviamo a farli in mille pezzi, perchè solo così riusciremo a sfuggire da quell’immagine e a prenderci cura dei nostri tanti, bellissimi splendidi e terribili frammenti.