Lucio Battisti, “specchio dell’anima”, tu chiamalo se vuoi “philoshow”

Le canzoni che cantiamo oggi, dove saranno fra 40 anni? Questo l’interrogativo che ieri sera Leo Turrini ha lanciato dal palco di Popsophia mentre sotto risuonavano i brani più noti di Lucio Battisti e Mogol. Migliaia di persone hanno partecipato ieri al philoshow “Ancora tu”, dedicato a Lucio Battisti, un viaggio che ha raccontato il cantautore come specchio dell’animo umano, intrecciando il tema del festival dedicato allo Specchio di Narciso.

Ad aprire la serata è stato il sindaco Andrea Biancani, che ha salutato il pubblico sottolineando la scelta di riportare Popsophia in città. «Siamo davvero in tanti – ha detto –. Riportare Popsophia a Pesaro è stata una scelta azzeccata. Avremmo voluto avere ancora più posti per accogliere tutti». Il primo cittadino ha poi annunciato la volontà di rafforzare ulteriormente il rapporto con il festival che si concretizzerà già a novembre con il raddoppio dell’appuntamento: «Quest’anno abbiamo deciso di raddoppiare con un appuntamento autunnale, a novembre. È un format che ci piace molto, una produzione marchigiana che rappresenta anche un’opportunità per valorizzare i professionisti del nostro territorio. Vogliamo costruire con Popsophia un rapporto stabile e duraturo».

Al centro della serata, la figura di Lucio Battisti, raccontata dalla direttrice artistica Lucrezia Ercoli come un artista capace di trasformare il proprio talento in un patrimonio universale. «Lucio Battisti è speculum animae, è lo specchio della nostra anima, vuole parlare di sé stesso, del suo intimo che contemporaneamente è quello di tutti. E all’apice della sua carriera decide di uccidere il suo simulacro per liberarsi dell’immagine monumentale che il mondo ha costruito di lui». Leo Turrini ha spaziato attingendo a piene mani negli aneddoti e nelle storie anche poco note, partendo dalle origini umili: «È una piccola storia italiana che diventa una storia enorme. Se avete figli o nipoti, non scoraggiateli mai: il genio può essere nascosto in ciascuno di noi».

Lo spettacolo ha ripercorso anche il lungo equivoco politico che ha accompagnato Battisti negli anni Settanta. «Nell’Italia de “Il mio canto libero” – è stato spiegato – Battisti venne etichettato come fascista semplicemente perché continuava a cantare l’amore mentre il clima culturale chiedeva agli artisti un impegno politico esplicito. Un gigantesco fraintendimento: “Il mio canto libero” racconta una coppia che ricomincia a vivere dopo un divorzio, non un manifesto ideologico». Un’etichetta che contribuì alla progressiva scelta del cantautore di allontanarsi dalla scena pubblica, privando il pubblico di un artista che avrebbe potuto ancora regalare moltissimo.

 La prima giornata di festival si è aperta con gli interventi di Kristian Sensini, Andrea Venanzoni e Alfredo Gatto che hanno declinato il tema attraverso il mondo del gaming, del “black mirror” e l’aspetto oscuro della Silicon Valley e del ruolo dell’individualità e dell’identità attraverso l’analisi della serie tv Pluribus.

Domenica ultimo appuntamento con il festival che dà l’arrivederci a Pesaro con il philoshow dedicato all’adolescenza con Simone Regazzoni e Licia Troisi. Lo spettacolo ideato da Lucrezia Ercoli attraverso la musica generazionale affronterà il tema dell’adolescenza come tempo dello specchio, quell’età in cui cerchiamo la nostra immagine negli occhi degli altri. Un philoshow filosofico musicale che da Harry Potter all’Attimo Fuggente, fino alla serie tv che ha sconvolto l’opinione pubblica, Adolescence, tirerà fuori le questioni irrisolte del corpo adolescente, fra amicizia e fragilità, paure e sogni. Ad accompagnare le riflessioni la musica della Factory che eseguirà dal vivo alcuni brani “generazionali”, dall’immancabile “Notte prima degli esami” di Antonello Venditti cult dei giorni dell’esame di maturità, per poi passare alla delicatezza di Sting (Fragile) e alla potenza simbolica di The Wall dei Pink Floyd, ma anche Nirvana, Nick Cave e infine “Forever Young” come promessa e memoria di ciò che si è stati. Nel pomeriggio gli interventi di Alice Valeria Oliveri dal titolo “Chi è la più bella del reame” Skincare e beauty inferno, Alessandro Bogliolo su “Lo specchio compiacente”. L’intelligenza artificiale e il suo doppio e infine Maria Vittoria Baravelli con “Narciso. Da Caravaggio ai selfie”.