Un viaggio filosofico dentro le macerie del nostro tempo, tra terremoti, catastrofi naturali, immagini mediatiche e fragilità contemporanee. È stata accolta con grande interesse e partecipazione al Salone Internazionale del Libro di Torino la presentazione in anteprima esclusiva di “La terra trema. Filosofia della catastrofe”, il nuovo libro di Lucrezia Ercoli, in uscita il 14 giugno per Il Melangolo.

L’incontro si è svolto nello stand della Regione Marche all’interno del Salone Internazionale del Libro di Torino e ha rappresentato una preview nazionale del volume, che affronta il tema della catastrofe come esperienza filosofica, culturale e mediale capace di ridefinire il nostro modo di guardare il mondo. A dialogare con l’autrice la Sottosegretaria alla presidenza della Regione Marche Silvia Luconi, entrambe intervistate da Alvin Crescini.
Il libro esce a dieci anni dall’anniversario del terremoto del centro Italia del 2016, una data che è stata l’occasione per una riflessione allargata al tema della catastrofe come cambio di paradigma, come evento capace di scardinare la nostra quotidianità e il nostro comfort, ma anche di aprire ad una svolta, una soglia fra il passato e un futuro da ricostruire e reinventare.


Partendo dal terremoto di Lisbona del 1755 fino ai più recenti eventi traumatici del presente, il libro attraversa il pensiero di filosofi come Voltaire, Rousseau e Kant, intrecciandolo con cinema, fotografia, letteratura, cultura visuale e immaginario pop contemporaneo. Un’indagine che mette al centro non solo la distruzione materiale, ma soprattutto il cambiamento dello sguardo collettivo dopo la catastrofe.
Grande attenzione è stata dedicata anche al rapporto tra il territorio marchigiano e il tema del sisma, elemento che attraversa l’ultima parte del volume dedicata all’Italia che trema e al terremoto del Centro Italia del 2016, vissuto in prima persona dall’autrice.
«La catastrofe non è soltanto un evento distruttivo — ha spiegato Lucrezia Ercoli durante la presentazione — ma una soglia che cambia il nostro modo di interpretare la realtà. Dopo una catastrofe il mondo non è più lo stesso, ma soprattutto non siamo più gli stessi noi che lo guardiamo. Il rischio contemporaneo non è solo l’evento catastrofico, ma la sua continua esposizione e ripetizione. Da problema teologico a questione filosofica, da cataclisma naturale a fenomeno mediale, la catastrofe attraversa epoche, linguaggi e forme di rappresentazione diverse. Ma mantiene la stessa “forza rivelativa”: rende visibili le fragilità strutturali che in tempi ordinari restano nascoste; è una lente che ingrandisce ciò che normalmente sfugge allo sguardo quotidiano».

«Mi fa molto piacere essere qui – ha sottolineato la Sottosegretaria alla presidenza della regione Marche Silvia Luconi – perché conosco bene il lavoro culturale che Lucrezia Ercoli svolge nelle Marche e che ha svolto ad esempio proprio in occasione del terremoto a Tolentino dove, nonostante il terremoto nel 2016, ha rimesso in moto energie e connessioni per non disperdere chi era rimasto, organizzando comunque il festival. Perché oltre alla ricostruzione materiale non dobbiamo dimenticare che c’è tutto un altro lavoro, non meno importante, che è quello della ricostruzione immateriale. Una riflessione necessaria sulla memoria, sul passato e su come riconnettere un patrimonio immateriale verso il futuro. Credo che la filosofia, come l’arte e la cultura possa essere il linguaggio attraverso cui fare questo lavoro di riconnessione per non dimenticare e non perdere la storia del nostro territorio».
La tappa torinese rappresenta una anticipazione del libro che verrà presentato in anteprima il 13 giugno al festival della Letteratura di Salerno e il 14 giugno nell’ambito del Festival dell’Appennino a Poggio d’Api di Accumoli (Ri) assieme al Commissario per la Ricostruzione Guido Castelli. Seguiranno una serie di tappe in festival in tutta Italia.


