Torna in scena lo spettacolo dal vivo di musica e filosofia “Il mio canto libero: l’eredità di Luigi Einaudi”, prodotto dell’associazione Popsophia in collaborazione con la Fondazione Luigi Einaudi. L’appuntamento è in programma mercoledì 22 ottobre prossimo alle ore 10:30 al Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia “Il Rossetti”.
Dai Dialoghi di Platone alle atmosfere distopiche del film Divergent, dai Queen al potere visionario di Arancia Meccanica, Popsophia è una produzione culturale incentrata sul tema della libertà e pensata per il 150esimo anniversario dalla nascita di Luigi Einaudi, il primo presidente eletto della Repubblica italiana. Sono partner dell’iniziativa il Comune di Trieste, Fondazione CRTrieste e il quotidiano Il Piccolo.


“Si tratta di uno spettacolo rivolto soprattutto alle nuove generazioni, pensato per le scuole, per avvicinare i giovani alla conoscenza di uno statista e intellettuale come Luigi Einaudi, capace ancora oggi di parlare di temi universali come il pensiero critico e l’ascolto delle ragioni dell’altro, viatico per la libertà individuale e collettiva”, ha detto il segretario generale della Fondazione Einaudi, Andrea Cangini. Saranno presenti in platea le principali autorità cittadine. A seguire, alle ore 15:30, la Fondazione Einaudi inaugurerà la sua sede triestina, in viale Miramare 23.
Lo spettacolo filosofico-musicale, ideato dalla direttrice artistica di Popsophia Lucrezia Ercoli con la regia di Riccardo Minnucci, intreccia riflessioni filosofiche e musica dal vivo. Sul palco la Factory, band storica del festival, eseguirà brani iconici come “I Want to Break Free” dei Queen, “Karma Police” dei Radiohead e “Resistance” dei Muse, colonne sonore ideali di un viaggio nella libertà.
A rendere ancora più intensa la narrazione, suggestioni visive tratte da serie distopiche come Black Mirror e da capolavori del cinema e della letteratura come Arancia Meccanica e 1984.
«Assieme alla Fondazione Einaudi abbiamo costruito questo spettacolo per celebrare i 150 anni dalla nascita di Luigi Einaudi – spiega Lucrezia Ercoli –. Dopo il debutto a Palermo e le tappe in diversi teatri italiani, tra cui Ancona, portiamo in scena un philoshow che indaga la libertà, da Platone ai Queen. La musica, più di ogni altro linguaggio, ha saputo esprimere il grido di una generazione. La storia dell’uomo può essere letta come un percorso di liberazione dalle catene, verso la libertà. È un elogio del dissenso e della critica, perché – come ricordava Einaudi – la libertà non è una conquista definitiva, ma un desiderio vivo, una bussola che orienta le nostre azioni individuali e collettive».




