Nel cammino verso Ancona Capitale italiana della Cultura 2028, la città rafforza la sua identità come laboratorio culturale contemporaneo anche grazie a Popsophia, che con l’edizione 2026 traccia una nuova tappa in questo percorso, dando forma e profondità al racconto culturale che condurrà al 2028, scegliendo di interrogare una delle emozioni più profonde e ambigue del presente.
Dal mito della “bile nera” degli antichi fino ai “sad content” dei social: la malinconia diventa la lente filosofica per leggere il presente. È “Melancholia” il tema scelto per l’edizione 2026 di Popsophia, il festival diretto da Lucrezia Ercoli che torna ad Ancona con il suo format originale capace di unire filosofia, musica, spettacolo e cultura pop. Il festival si svolgerà dall’8 al 10 maggio tra il Teatro delle Muse, il Teatro Ridotto e la Pinacoteca Comunale Podesti, trasformando la città in un laboratorio culturale dedicato alla riflessione sulle emozioni e le fragilità del contemporaneo.


«Popsophia 2026 rappresenta per Ancona un appuntamento di grande valore culturale e strategico, capace di rafforzare la visibilità della città su scala regionale e nazionale – ha detto il Sindaco di Ancona Daniele Silvetti – Eventi di questa qualità contribuiscono non solo ad arricchire la programmazione, ma anche ad aumentare l’attrattività turistica di Ancona, intercettando nuovi pubblici e generando attenzione mediatica. In un percorso che dialoga con Ancona Capitale italiana della Cultura 2028, Popsophia conferma il ruolo della città come luogo di produzione culturale contemporanea, aperto, riconoscibile e sempre più competitivo».
«Con Popsophia 2026 Ancona Capitale italiana della Cultura 2028 prende forma anche attraverso linguaggi capaci di leggere il presente – ha aggiunto l’assessore alla Cultura Marta Paraventi – Da quest’anno il festival si apre ancora di più alla città: non vive solo nel teatro, ma coinvolge anche altri luoghi culturali, a partire dalla Pinacoteca, dove sarà ospitata la mostra immersiva. È un passaggio importante perché amplia i pubblici, rafforza accessibilità, inclusione e mobilità culturale, e mette in relazione spazi, persone e visioni. È significativo, inoltre, che Popsophia abbia presentato una propria progettualità anche in vista del 2028, contribuendo così a rendere sempre più concreto e condivisa la collaborazione intrapresa.»



| IL TEMA |
Il tema della Melancholia attraversa tutta la storia del pensiero occidentale. Già Aristotele collegava la “bile nera” alla personalità dei grandi uomini, mentre il Rinascimento e il Romanticismo hanno trasformato la malinconia in cifra del genio creativo. Oggi questa emozione assume nuove forme e nuovi linguaggi nella cultura contemporanea.
«Da semplice stato d’animo la Melancholia può trasformarsi anche in una condizione che paralizza la vita e che sfiora i confini clinici della depressione – spiega la direttrice artistica di Popsophia Lucrezia Ercoli –. La malinconia non è soltanto una malattia dell’anima, ma diventa anche una sensibilità critica: uno sguardo capace di interrogare le fragilità individuali e collettive del nostro tempo e di trasformarle in immaginario, estetica e racconto condiviso».
Le piattaforme digitali amplificano e spettacolarizzano la tristezza, mentrel’immaginario della cultura pop, dalla musica trap al meme, dalle serie tv fino all’estetica dark dei videogiochi, trasforma la malinconia in un linguaggio comune.
| I PHILOSHOW |
Cuore del festival saranno come sempre i philoshow, format originale di Popsophia che mescola filosofia, musica dal vivo e narrazione multimediale.

La serata inaugurale di venerdì maggio è una “Ouverture filosofico musicale” che celebra il centenario della nascita di due miti del jazz, Miles Davis e John Coltrane che, più di altri, hanno trasformato la malinconia in linguaggio musicale. Il “blu” dell’iconico album “Kind of blue” non è soltanto un colore o un genere musicale, ma una tonalità emotiva: quella tristezza sospesa e profonda che attraversa il jazz e diventa forma di pensiero. A guidare questo viaggio saranno i filosofi e musicologi Massimo Donà e Giacomo Fronzi, accompagnati dalle improvvisazioni del Factory Jazz Quintet e da struggenti montaggi cinematografici.

Si cambia genere musicale, ma non mood emotivo col primo dei philoshow in programma sabato 9 maggio quando al Teatro delle Muse andrà in scena “Anima fragile. Filosofia di Vasco Rossi”, spettacolo dedicato alla poetica malinconica del rocker di Zocca. Un viaggio tra i testi più esistenziali del Blasco che arrivano fino al nichilismo. A guidare questo viaggio questo percorso sarà il giornalista Leo Turrini.

La chiusura del festival, domenica 10 maggio, verà affidata al philoshow “Tristezza per favore vai via. Mina, Vanoni e la malinconia”, due grandi voci della canzone italiana che hanno trasformato la malinconia in arte e racconto emotivo. Ospite dello spettacolo la filosofa e scrittrice dei sentimenti Ilaria Gaspari.
| LA GRAFICA |
L’immagine dell’edizione 2026 di Popsophia è affidata a una scultura dell’artistaPaolo Delle Monache. Per il secondo anno consecutivo Popsophia gode del Patrocinio del Ministero della Cultura, accordato ad iniziative di particolare pregio e meritevoli sul piano culturale a livello nazionale ed internazionale.
INFO UTILI PER LA PARTECIPAZIONE
| NGRESSO GRATUITO SU PRENOTAZIONE sia per gli appuntamenti al Ridotto che per quelli al Teatro delle Muse. L’apertura delle prenotazioni sarà comunicata a breve attraverso il sito e i social di Popsophia. Gli incontri hanno inoltre valore di aggiornamento per i docenti. |
