Assoli di musica e pensiero. Applausi per il jazz malinconico di Popsophia

Popsophia apre nel segno del jazz e conquista il pubblico del Ridotto con una serata capace di intrecciare musica, filosofia e improvvisazione. Ad accompagnare l’esordio del festival per la prima volta un esperimento che ha segnato una data zero raccogliendo applausi e apprezzamento: la Factory, in versione Jazz Quintet ha dialogato in scena con Massimo Donà e Giacomo Fronzi, due voci diversissime ma complementari, proprio come le anime del jazz: irriverente, deflagrante e imprevedibile Donà, più profondo e meditativo Fronzi. Tra assoli musicali e “assoli” di pensiero, il pubblico, arrivato da tutta Italia, è stato guidato dentro la malinconia e le visioni di Miles Davis e John Coltrane. Le loro vite rilette non come biografie ma come traiettorie dell’anima, hanno offerto al pubblico qualcosa che la malinconia del pomeriggio aveva già preparato: un modo diverso di stare in ascolto.

Il festival si è aperto infatti nel pomeriggio con l’introduzione al tema della direttrice artistica Lucrezia Ercoli e con gli interventi dei relatori Davide Navarria, Eleonora C. Caruso e Tommaso Ariemma. Prima i saluti istituzionali dell’assessore alla Cultura Marta Paraventi, intervenuta assieme a numerosi esponenti dell’amministrazione comunale e consiglieri comunali, dall’assessore al Turismo Daniele Berardinelli, l’assessore ai grandi Eventi e Urbanistica Angelo Eliantonio, alla presidente della commissione cultura Angelica Lupacchini.

Il Comune di Ancona sostiene convintamente Popsophia per i suoi format originali e per le mostre immersive che proponeha sottolineato l’assessore alla Cultura Marta Paraventi Quest’anno abbiamo voluto proporre una novità che è quella di offrire al pubblico l’esperienza della mostra virtuale in Pinacoteca perché vogliamo fare in modo che anche gli istituti culturali cittadini permanenti si aprano a queste forme di comunicazione del contemporaneo. Per il festival abbiamo scelto una formula innovativa che è quella della co-organizzazione: significa non solo condivisione logistica degli spazi, ma anche di intenti, delle finalità. Non vogliamo che i festival siano attività effimere ma che siano concentrati e ben armonizzati con le attività del Comune. In questo modo diventano semi che crescono e amplificano la cultura in vista di Ancona 2028. È una grande sfida quella che abbiamo di fronte e anche Popsophia sarà presente con un bellissimo progetto che ha presentato nel dossier per la Capitale della Cultura”.

Quest’anno Popsophia sarà un viaggio nella Melancholia. Non solo quella antica, la bile nera, l’apatia che diventa malattia – ha detto la direttrice artistica Lucrezia Ercoli – Ma anche quella contemporanea, digitale quella di chi si sente vivere in una iper stasi mentre il mondo tecnologico accelera ad una velocità alla quale non riusciamo a stare dietro. Ma in queste giornate scopriremo come anche dentro quella malinconia digitale ci sia qualcosa di positivo, la radice energica per il nuovo”.

Una visione condivisa anche da Paolo Delle Monache, l’artista che ha realizzato l’opera, “Il cherubino e la foresta” da cui è tratta l’immagine diventata icona del festival. “Per me la malinconia è l’inizio del fare creativo – ha spiegato – non è un umore che nasce da una mancanza, ma da una speranza. Se la domanda è a cosa serve la malinconia, per me serve a cercare nel buio qualcosa che non c’è e trovarlo”.   

Oggi gli appuntamenti ripartono alle 16 alla Pinacoteca con l’inaugurazione della mostra Al di là nella galleria MeGa con Enrico Fornaroli direttore dell’Accademia di Belle Arti di Bologna.  A seguire, alle 16.45, al via la rassegna libraria con la presentazione del libro “Albero Felix. Il cuore della riflessione si sposterà poi al Teatro Ridotto con la sezione “Mediascape”.  Alle 18 Simone Regazzoni con “ChatGPT rende tristi. Platone nella Silicon Valley”, un confronto tra filosofia classica e nuove tecnologie che dimenticano la dimensione del corpo. A seguire il festival affronta la dimensione sociale della malinconia con Federico Paino presidente del centro Heta e Umberto Volpe, direttore del reparto di psichiatria che affronterà il tema “Generazione malinconica”, dedicato al rapporto tra adolescenti e salute mentale. In serata il primo dei philoshow dedicato a Vasco Rossi con Leo Turrini.

Domenica la chiusura con gli ultimi immancabili appuntamenti: Il pomeriggio di domenica 10 si apre alla Pinacoteca Podesti alle 16.45 con “UtopIAI”, incontro curato dalla libreria Fogola: Irene Luccioni dialogherà con Silvia Saccomanno sul rapporto tra immaginazione e intelligenza artificiale.

Poi il programma si sposta al Teatro Ridotto per la sezione “Cinesophia”, che mette al centro il linguaggio cinematografico. Alle 18 Daniela Angelucci propone “C’era una volta il cinema”, una riflessione sulla sala come luogo sempre più raro e “perduto”. Alle 18.30 Sebastiano Caputo affronta “Malinconiche distopie”, un viaggio filosofico nell’universo di Dune, mentre alle 19 Ginevra Leganza chiude con “Melancholia”, dedicato all’estetica della catastrofe nel cinema di Lars Von Trier.

Gran finale alle 21.15 al Teatro delle Muse con il philoshow “Tristezza per favore vai via”, che intreccia musica e filosofia attraverso le voci di Mina e Ornella Vanoni. Sul palco la filosofa Ilaria Gaspari con Lucrezia Ercoli.