Philodiritto incoronato dall’Unione delle Camere Penali Italiane

Al IV° Open day dell’Unione delle Camere Penali Italiane tenutosi al Palacongressi di Rimini che quest’anno ha come tema “70 anni di (sana e robusta?) Costituzione”, l’associazione culturale Popsophia è intervenuta con il Philoshow “Peccato – Reato, Il diritto nella cultura pop. Dall’Avvocato del Diavolo ai Rolling Stones”, spettacolo giuridico – filosofico reduce da un enorme successo riscosso nella prima edizione del festival Philodiritto, promossa dal Comune e dalla Camera Penale di Macerata.

“Filare diritto è un luogo comune, significa andare sulla retta via, non avere mai deviazioni o storture, non cadere mai nell’errore. Evocando film, serie tv e canzoni, il nostro spettacolo vuole mostrare proprio le mille storture e le deviazioni del diritto, riflettendo sulla complessità della figura dell’avvocato e sui pericoli del giustizialismo”.

Insieme ai montaggi cinematografici del regista Marco Bragaglia e alle incursioni musicali della band Factory di Popsophia, da Johnny Cash a Edoardo Bennato, da Bruce Springsteen a Fabrizio de André, lo spettacolo ha raccontato la professione dell’avvocato nelle sue molteplici sfaccettature: una figura complessa e perturbante spesso connessa a quella del filosofo la cui caratteristica in comune è proprio la capacità di entrambe di suscitare il dubbio laddove persistono solo certezze granitiche.

Il Philoshow si apre con l’intervento dell’avvocata Antonietta De Nicolò che racconta la storia di Maria Pia Bellentani, moglie del conte Lamberto Bellentani, che uccise il proprio amante e cercò di spararsi, senza riuscirci. Un delitto che per il suo mix di passioni e gelosia, ricchezza e nobiltà, divise l’Italia tra innocentisti e colpevolisti, convinti questi ultimi che, grazie ai privilegi del suo rango, Maria Pia Bellentani non avrebbe pagato appieno il prezzo del suo gesto. In questo caso l’avvocato non difende un’omicida ma difende un’intera classe sociale.

A seguire, i riflettori si puntano su coloro che si trovano dall’altro lato della barricata, figure che affascinano e nello stesso tempo suscitano timore: i delinquenti, i trasgressori, coloro che commettono un reato ma che possono essere a loro volta vittime di violenze da parte della giustizia o dello Stato. L’avvocato Davide Mosso, leggendo i diritti fondamentali della persona sanciti dalla Costituzione e dalle norme europee e confrontandoli con i dati della realtà di oggi, induce il pubblico alla riflessione ponendo due domande chiave: “I cittadini sono davvero tutti uguali davanti alla legge? Le pene sono davvero inflitte nel rispetto del principio di umanità?”.

Il Philoshow si conclude con un applauditissimo intervento del Presidente delle Camere Penali Beniamino Migliucci che elogia la passione con cui i giovani oggi intraprendono la carriera dell’avvocatura, ricordando che quando si veste la toga lo si fa sì nell’interesse della Costituzione e della legge, ma soprattutto nell’interesse degli esseri umani.